Vallecrosia
Vallecrosia (Vallecrösa in ligure, Vallecrösia nel dialetto locale[4]) è un comune italiano di 6 725 abitanti[1] della provincia di Imperia in Liguria. Geografia fisicaIl comune è situato sul mar Ligure, presso la foce del torrente Verbone. Tra le vette del territorio vallecrosino il monte Bauso (228 m). Il clima è temperato di tipo mediterraneo. Occasionalmente possono verificarsi deboli gelate, ma le nevicate sono molto rare. Origini del nomeIn quanto antico suburbio di Albintimilium il nome originale dell’area è Vallis Vervonis, la Valle della Verbena, toponimo dovuto alla copiosa presenza di questa pianta sacra ai Romani che ancora oggi cresce rigogliosa, e battezzò anche il corso d’acqua della vallata, il torrente Verbone. Successivamente, per le peculiari caratteristiche geografiche la popolazione si spostò nell’entroterra, al riparo dalle incursioni in quella "valle corta e stretta", valle Crosa, essendo l’unica della zona ad essere chiusa a monte dal Poggio di Perinaldo. StoriaSecondo alcuni studi effettuati dagli storici su alcuni ritrovamenti archeologici, si è potuto datare all'epoca romana la probabile fondazione di un primo nucleo lungo la costa. La nascita del primario borgo costiero sarebbe da ricercarsi in una probabile espansione dell'antica Albintimilium - l'odierna Ventimiglia - che di fatto "sconfinò" in terre adiacenti per il crescente sviluppo demografico. Le sempre più frequenti invasioni saracene spinsero la comunità di Vallecrosia a popolare il proprio entroterra fondando nuovi villaggi e borghi come Vallecrosia Alta. Nel medioevo e in epoca moderna si sottomise al volere di Ventimiglia, decisione che fu confermata anche dopo il 1251 quando i Conti ventimigliesi si sottomisero alla Repubblica di Genova. Nonostante forti legami legassero le due città, e li legheranno nei secoli futuri, Ventimiglia esercitò una forte pressione sui borghi e ville vicini tanto che spinsero diverse comunità a chiedere aiuto direttamente alla repubblica genovese. Nel 1686 fu ufficialmente riconosciuta dalla Repubblica di Genova - sempre più in contrasto con la comunità ventimigliese - la Magnifica Comunità degli Otto Luoghi: Bordighera, Borghetto San Nicolò, Camporosso, San Biagio della Cima, Sasso, Soldano, Vallebona e Vallecrosia si smarcarono dal controllo di Ventimiglia in una sorta di piccolo territorio indipendente, ma sotto il patronato di Genova e tale rimase sino alla caduta della repubblica nel XVIII secolo. Con la dominazione napoleonica la comunità di Vallecrosia rientrò nel cantone di Bordighera nella giurisdizione delle Palme, con Sanremo come capoluogo; nel 1802 passò nel cantone di Ventimiglia nella giurisdizione degli Ulivi (capoluogo Oneglia). Dal 1805, con il passaggio della Repubblica Ligure nel Primo Impero francese, Vallecrosia rientrò nel cantone bordigotto del Dipartimento delle Alpi Marittime. Fu annesso al Regno di Sardegna nel 1815 dopo il Congresso di Vienna del 1814, a seguito della caduta di Napoleone Bonaparte. Facente parte del Regno d'Italia dal 1861, dal 1859 al 1926 il territorio fu compreso nel I mandamento di Bordighera del circondario di Sanremo facente parte della provincia di Nizza (poi provincia di Porto Maurizio e, dal 1923, di Imperia). Nel 1923 al territorio vallecrosino fu unito quello dei soppressi comuni di San Biagio della Cima e di Soldano[5]; questi ultimi poi ricostituiti e separati da Vallecrosia nel 1925[6]. Durante la seconda guerra mondiale, nel periodo dell'occupazione tedesca, Vallecrosia fu sede di uno dei campi di concentramento della Repubblica Sociale Italiana istituito per raccogliere gli ebrei e i prigionieri politici arrestati nella Provincia di Imperia. Alla sua apertura nel febbraio 1944 molti degli ebrei presenti nella zona era stati già deportati o si erano dati alla fuga. Delle cinque donne ebree che vi giunsero, due - arrestate a Sanremo - morirono ad Auschwitz, mentre sopravvissero alla deportazione le tre arrestate a Bordighera e inviate due a Ravensbrück e una a Bergen-Belsen. Molti più numerosi furono invece i prigionieri politici che vi furono rinchiusi. Il campo fu chiuso nell'agosto 1944. Nessuna traccia oggi rimane a ricordarne la presenza se non un cippo posto il 27 gennaio 2012 dall'Amministrazione Comunale.[7] Dal 1973 al 30 aprile 2011 ha fatto parte della Comunità montana Intemelia. Simboli
«Campo di cielo, a cinque torri merlate alla guelfa di quattro, affiancate e sovrapposte in scaglione rovesciato, fondate su terreno, con lo sfondo di due monti, il tutto al naturale. Ornamenti esteriori da Comune.[8]»
«Drappo di colore azzurro, riccamente ornato di ricami di argento e caricato dello stemma civico con l'iscrizione centrata in argento: Comune di Vallecrosia. Le parti di metallo e i cordoni saranno argentati. L'asta verticale sarà ricoperta di velluto azzurro con bullette argentate poste a spirale. Nella freccia sarà rappresentato lo stemma del Comune e sul gambo inciso il nome. Cravatta e nastri tricolorati dai colori nazionali frangiati d'argento.[8]» Lo stemma e il gonfalone sono stati concessi con decreto del presidente della Repubblica del 26 aprile 1954.[9][10] Monumenti e luoghi d'interesseArchitetture religiose
Architetture civiliSimbolo di Vallecrosia sono cinque torri che furono costruite per avvistare i saraceni provenienti dal mare. Il cosiddetto Torrione, è visibile dalla costa vallecrosina, che risiede attualmente all'interno delle mura della scuola privata di Sant'Anna, un'altra torre è visibile lungo la strada che congiunge il mare al vecchio borgo frazionario di Vallecrosia Alta. Altre tre case/torri sono presenti all’interno del Borgo Medievale. Nel cuore pulsante della città sorge l’antica Villa Aprosio, poi Municipio, residenza del colonnello Giovanni Aprosio, una deliziosa costruzione ottocentesca ora in stato di semi abbandono. Tra gli edifici civili del territorio la villa Poggio Ponente, sita sulla via Poggio Ponente al numero 1, costruita da Mrs Boyce (1821-1891) nel 1866 con il nome di villa Bella Vista[11]. La sua reputazione è dovuta al fatto che la villa ospitò per alcuni anni Elizabeth Bowes-Lyon e la sua famiglia, fra cui naturalmente la regina Elisabetta II[12]. SocietàEvoluzione demograficaAbitanti censiti[13] Etnie e minoranze straniereSecondo i dati Istat al 31 dicembre 2019, i cittadini stranieri residenti a Vallecrosia sono 580[14], così suddivisi per nazionalità, elencando per le presenze più significative[15]: CulturaIstruzioneMusei
Geografia antropicaIl territorio comunale è costituito, oltre al capoluogo, dalla frazione di Vallecrosia Alta per una superficie territoriale di 3,68 km²[17]. Confina a nord con il comune di San Biagio della Cima, a sud è bagnato dal mar Ligure, ad ovest con San Biagio della Cima e Camporosso, e ad est con Vallebona e Bordighera. La frazione di Vallecrosia Alta è la zona più antica e medievale del territorio vallecrosino; il nucleo urbano più vicino alla costa è stato ampliato nel secondo dopoguerra e, di fatto, quasi ne costituisce un unico agglomerato urbano assieme ai vicini centri camporossino e bordigotto. Il borgo di Vallecrosia Alta, collegato verso levante da una mulattiera a Borghetto San Nicolò (frazione di Bordighera) e a Vallebona, è costituito da una struttura urbanistica a pianta triangolare, condizionata da un'ansa del torrente Verbone, con una maglia quasi regolari degli isolati. EconomiaBasa la sua produzione sulla floricoltura e, seppur limitatamente, sul turismo marino. Dal 1943 al 2011 a Vallecrosia si trovava la sede principale di un'importante industria produttrice di caramelle e affini - la Fassi - trasferitasi in tale anno nel nuovo centro di Chiusanico. Infrastrutture e trasportiStradeIl territorio comunale di Vallecrosia è attraversato principalmente dalla strada statale 1 Via Aurelia che permette il collegamento con Camporosso, ad ovest, e Bordighera ad est. Altra arteria provinciale è la SP 59 per San Biagio della Cima e che attraversa la frazione di Vallecrosia Alta. Vallecrosia è servita dalla linea filoviaria Sanremo-Ventimiglia, che ricalca il percorso della preesistente tranvia Ventimiglia-Bordighera; quest'ultima fu inaugurata nel 1901 ad opera della società Woodhouse & Baillie e venne soppressa nel 1936[18]. FerrovieSul territorio è presente una piccola fermata lungo la tratta ferroviaria Genova-Ventimiglia. Amministrazione
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Note
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