Borutta
Borutta (Borùta in sardo) è un comune italiano di 242 abitanti della provincia di Sassari, nell'antica regione storico-geografica del Meilogu. Nel suo territorio si trova la famosa ex cattedrale in stile romanico pisano di San Pietro di Sorres, riconosciuto monumento nazionale italiano dal 1894. Origini del nomeIl paese in antichità aveva il nome di Gruta (gruta - grotta) poi trasformatosi in Borutta. StoriaIl territorio di Borutta si sviluppa lungo la valle del rio Frida, a sud del monte Pelau ed è situato sulla parte settentrionale della piana di Sorres. La grotta naturale "Ulari", è la testimonianza più antica della presenza dell'uomo nel territorio e fu abitata nel neolitico recente (3500 a.C.) come testimoniato dai numerosi ritrovamenti di reperti come asce, manufatti in selce e ossidiana, stoviglie e ossa umane. La località chiamata monte Sorrano che si trova sopra la grotta Ulàri, assume grande importanza grazie alla scomparsa città di Sorra (o Sorres), che fu sede vescovile e insieme al villaggio di Borutta, appartenne nel medioevo al giudicato di Torres e fece parte della curatoria del Meilogu, di cui Sorres fu capoluogo. Alla caduta del giudicato (1259), passò alla signoria dei Doria, e successivamente agli Aragonesi, sotto i quali divenne un feudo. Nel periodo della dominazione aragonese la popolazione di Sorres, sopravvissuta ai vari massacri, si riversò su Borutta ancor prima del 1388 dopo che Sorres venne rasa al suolo e Borutta divenne residenza del vescovo. Nel 1503 la diocesi venne soppressa e unita a quella di Sassari. Nel 1750 fu incorporato nel marchesato di Valdecalzana, concesso ai Martinez e poi ai De Queralt, ai quali fu riscattato nel 1839 dopo la soppressione del sistema feudale. Nell'aprile del 1946 venne eletta sindaca in questo paese Ninetta Bartoli che, assieme alla marchigiana Ada Natali e alla pugliese Maria Chieco Bianchi, è stata una delle tre prime sindache in Italia[3] ed ha ricoperto questo ruolo per dodici anni. SimboliLo stemma e il gonfalone del Comune di Borutta sono stati concessi con decreto del presidente della Repubblica del 18 gennaio 2006.[4] «Semipartito troncato: il primo, di verde, alle due spighe di grano d'oro, decussate, la spiga in banda attraversante; il secondo, di rosso, alle due spade d'argento, decussate, con le punte all'insù, la spada in banda attraversante; il terzo, di azzurro, alla chiesa di San Pietro in Sorres, vista in prospettiva, la facciata a destra, di argento, chiusa e finestrata, di nero, fondata sulla pianura diminuita di verde. Ornamenti esteriori da Comune.» Il gonfalone è un drappo di bianco. Monumenti e luoghi d'interesseChiese e monumenti
Archeologia industriale
GrotteGrotta sa Rocca Ulari situata proprio sotto il monastero. Al suo interno vive una grande colonia di pipistrelli, formata da 5 specie diverse. Da questa grotta si estraeva il guano. SocietàEvoluzione demograficaAbitanti censiti[5] FesteLa festa principale del paese è la festa di san Pietro di Sorres, il 29 di giugno. Il giorno della festa si svolge la processione in costume e a cavallo che parte dalla parrocchia di Borutta e arriva fino all'omonimo monastero. Lingue e dialettiLa variante del sardo parlata a Borutta è quella logudorese settentrionale. Amministrazione
SportNel paese era presente la Polisportiva Borutta fondata nel 1983 e trasformata in Sorres Borutta 2010 conservando colori di maglie, militante nel campionato regionale di seconda categoria. Bastida di SorresDal 2011, nel weekend della terza settimana di agosto, si svolge una delle più frequentate rievocazioni storiche dell'isola, la Bastida (ovvero, "fortezza") di Sorres[13], che richiama visitatori di diverse nazionalità[14] grazie al nutrito numero di artisti e reenactors in vesti trecentesche provenienti, ultimamente, dal territorio nazionale. L'evento, nato per rievocare fatti bellici intercorsi tra i Doria, gli Arborensi e gli Aragonesi attorno alla metà del XIV secolo, si è arricchito nel tempo di spettacoli, conferenze ed esperienze finalizzate alla divulgazione delle ricchezze del territorio. Note
Bibliografia
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