Attentato di Susa
L'attentato di Susa è stato un attacco terroristico avvenuto a Susa, in Tunisia, il 26 giugno 2015 e rivendicato dallo Stato islamico; l'attentato si è consumato nella località di Marsā al-Qanṭāwī, 10 km a nord dal centro cittadino, provocando 38 morti e 39 feriti. Dei due terroristi uno venne ucciso e l'altro arrestato. [5] DinamicaIl 26 giugno 2015 nell'albergo RIU Imperial Marhaba, di proprietà spagnola, situato nel villaggio turistico di Port El Kantaoui, a 10 km da Susa, erano presenti 565 ospiti, pari al 77% della capienza, molti dei quali europei. Verso mezzogiorno, Seifeddine Rezgui Yacoubi (Sayf al-Dīn al-Rizqī Yaʿqūbī), travestito da turista, penetra all'interno della struttura. Arrivato in spiaggia in un primo momento socializza con i turisti, per poi estrarre un kalashnikov precedentemente nascosto in un ombrellone, cominciando a sparare contro i bagnanti. In seguito è stato ucciso dalle forze dell'ordine tunisine. Inoltre, prima dell'attacco, l'attentatore avrebbe parlato con il padre, con un telefono che poi ha gettato in acqua, ritrovato in seguito dalle forze dell'ordine. VittimeNell'attentato di Susa rimasero uccise trentanove persone incluso l'attentatore, una trentina delle quali erano inglesi. Tra le vittime Denis Thwaites, un ex calciatore professionista del Birmingham City, e sua moglie, Elaine. Altre trentanove persone sono rimaste ferite.
ConseguenzeA seguito di tale attacco, il governo tunisino ha imposto la chiusura di ottanta moschee non in regola con la normativa del Paese. Tale regolamentazione impone a tutti gli imam di avere l'autorizzazione, da parte del Ministero per il Culto, per esercitare il proprio operato.[6] Inoltre si è incrementato il controllo, da parte di agenti armati, delle zone del Paese con maggiore presenza di stranieri.[7] Note
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