Treno bloccato ATM serie 800
I treni bloccati serie 800 dell'ATM di Milano erano una serie di treni tranviari bloccati, composti da tre vetture, realizzati negli anni sessanta per l'esercizio sulla "linea celere" Milano-Gorgonzola. StoriaFurono allestiti dal 1963 al 1965 unendo una motrice della serie 130 ÷ 139 (costruite dalle OMS nel 1941) e due rimorchiate serie 347 ÷ 358 (costruite dalle OMS nel 1950). Le motrici, originariamente a 600 V, vennero trasformate in bitensioni, per consentire l'utilizzo sulla "linea celere" elettrificata a 1200 V. I treni si componevano di una motrice, posta in posizione centrale, inquadrata da due rimorchiate sulle quali vennero rimontate le cabine di guida. Complessivamente vennero allestiti 10 treni; le motrici vennero numerate da 801 a 810, le rimorchiate da 831 a 850. Gli ultimi 2 treni, esauritesi le rimorchiate OMS, furono allestiti con quattro rimorchiate serie 321 ÷ 334 (costruite dalle OEFT nel 1940), con cassa allungata mediante l'inserimento di un modulo. Il primo bloccato realizzato (matricola 808) aveva le porte delle rimorchiate pilota alle estremità delle casse; a partire dal 1963 fu modificato, portando le stesse al centro[1]. I bloccati della serie 800 erano molto simili a quelli della serie 500, con i quali erano accoppiabili a comando multiplo. In seguito alla trasformazione della "linea celere" nella linea 2 della metropolitana e alla chiusura della linea Villa Fornaci-Cassano (1972), 8 bloccati vennero destinati al servizio sulla linea Gorgonzola-Vaprio, rimasta isolata dal resto della rete; i due restanti furono assegnati, insieme a quelli della serie 500, alla Milano-Vimercate. Dopo la chiusura di queste due linee, rispettivamente nel 1978 e nel 1981, quattro bloccati (801, 802, 804 e 806)[2] vennero trasferiti sulla Milano-Carate; un altro, l'805, fu utilizzato per provare degli equipaggiamenti elettrici ad inverter e rimase ancora per diverso tempo assegnato al deposito della metropolitana di Gorgonzola, prima di essere definitivamente accantonato e successivamente demolito[2]. Dal 1983 i bloccati superstiti furono sottoposti a revisione con riverniciatura in arancione, rifacimento di interni, casse e finestrini, nuove testate dei rimorchi pilota, sostituzione degli avviatori[3] e furono privati dell'apparato a 1200 V e del comando multiplo. Inoltre, tra il 1983 e il 1986 la presa di corrente ad asta e rotella sui rimorchi a pilota fu sostituita con quella a pantografo[3]. Al 2011 solo quattro convogli risultavano ancora in servizio[4], tutti assegnati al deposito di Desio, dove si trovano tuttora accantonati, eccetto l'unità motrice del bloccato 802, trasferita da luglio 2022 al deposito di Precotto[5]. Note
Bibliografia
Voci correlateAltri progetti
Collegamenti esterni
|