Maggior alleato non-NATONella legislazione degli Stati Uniti d'America, "maggior alleato non-NATO" (in inglese Major non-NATO ally o MNNA) è la designazione data a quegli Stati a cui è concessa una serie di privilegi nei loro rapporti con gli Stati Uniti stessi nei settori della difesa e della cooperazione in materia di sicurezza, ma che non fanno parte dell'alleanza militare della NATO. Gli MNNA non godono di per sé di un patto di mutua difesa o di sicurezza collettiva con gli Stati Uniti (come invece avviene per i membri della NATO), ma dispongono di vantaggi finanziari, commerciali e militari che solo i paesi membri della NATO posso normalmente ottenere. Diciannove Stati sono ufficialmente designati come MNNA: dieci in Asia (Bahrein, Corea del Sud, Filippine, Giappone, Giordania, Kuwait, Israele, Qatar, Pakistan e Thailandia), quattro in Africa (Egitto, Kenya, Marocco e Tunisia), tre in America meridionale (Argentina, Brasile e Colombia) e due in Oceania (Australia e Nuova Zelanda). Taiwan gode di fatto dei privilegi di un MNNA pur non essendo mai stata designata ufficialmente come tale; l'Afghanistan è stato un MNNA dal 2012 al 2022. StoriaLa designazione di "maggior alleato non-NATO" venne creata nel 1987, quando il Congresso degli Stati Uniti d'America approvò un apposito emendamento al Titolo 10 dello United States Code: l'emendamento autorizzava il Segretario della difesa degli Stati Uniti d'America, in accordo con il Segretario di Stato, a stipulare accordi di cooperazione in ricerca e sviluppo nel settore della difesa con gli alleati degli Stati Uniti non membri della NATO. I primi Stati a essere designati MNNA furono quindi l'Australia, la Corea del Sud, l'Egitto, il Giappone e Israele[1]. Nel 1996 un secondo emendamento del Congresso al Titolo 22 dello United States Code specificò e ampliò i diritti concessi agli MNNA nel campo delle esportazioni degli armamenti statunitensi, aggiungendo disposizioni a loro favorevoli ai precedenti Foreign Assistance Act e Arms Export Control Act. L'emendamento aggiunse inoltre la Nuova Zelanda all'elenco degli MNNA già designati, e conferì al Presidente degli Stati Uniti d'America il potere di conferire o revocare lo status di MNNA a qualsiasi altra nazione, previa notifica scritta al Congresso almeno 30 giorni prima della decisione[2]. I successivi MNNA furono quindi designati con atti del Presidente: Giordania (1997), Argentina (1998), Bahrein (2002), Filippine, Thailandia, Kuwait, Marocco e Pakistan (2004), Tunisia (2015)[2], Brasile (2019)[3], Colombia e Qatar (2022)[4], Kenya (2024)[5]. Taiwan non è mai stata ufficialmente designata come MNNA, ma una disposizione legislativa del Congresso approvata nel 2002 ha imposto di trattarla allo stesso modo degli altri MNNA per quanto riguarda tutti i privilegi loro concessi[6]. L'Afghanistan fu designato come MNNA da un atto presidenziale nel 2012[7], ma questo status venne revocato sempre con atto presidenziale nel 2022 dopo la caduta della Repubblica afghana e il ripristino del regime dei Talebani nel paese[8]. StatusTra i principali privilegi concessi dalla legislazione statunitense agli MNNA vi sono[9]:
Lista
Note
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