Carlo Poggi
Carlo Poggi (Piacenza, 19 agosto 1923 – Fidenza, 7 settembre 1997) è stato un vescovo cattolico italiano. BiografiaNacque a Piacenza, città capoluogo di provincia e sede vescovile, il 19 agosto 1923. Fu battezzato il 26 agosto seguente nella chiesa di Sant'Anna a Piacenza.[1] Era fratello del cardinale Luigi Poggi. Formazione e ministero sacerdotaleCompì gli studi in preparazione al sacerdozio presso il seminario vescovile di Bedonia e il Collegio Alberoni a Piacenza.[2] Il 16 marzo 1946 fu ordinato presbitero dall'arcivescovo Ersilio Menzani.[2] Dopo l'ordinazione fu nominato vicario cooperatore della parrocchia del duomo di Piacenza. Nel 1948 diventò cerimoniere vescovile e segretario dell'arcivescovo Umberto Malchiodi. Nel 1958 ricevette il titolo di cameriere segreto soprannumerario di Sua Santità; dal 1962 assunse gli incarichi di canonico del capitolo della cattedrale di Piacenza e di cancelliere vescovile.[3] Conseguì la laurea in diritto canonico presso la Pontificia Università Lateranense di Roma il 21 marzo 1966.[4] Nel 1982 il vescovo Enrico Manfredini lo nominò parroco della basilica di Sant'Antonino a Piacenza; due anni più tardi, nel 1984, il nuovo vescovo Antonio Mazza lo volle vicario generale della diocesi. Nel 1983 ottenne il titolo di prelato d'onore di Sua Santità.[3] Ministero episcopaleIl 13 agosto 1988 papa Giovanni Paolo II lo nominò vescovo di Fidenza; succedette a Mario Zanchin, dimessosi per raggiunti limiti di età. Il 1º settembre seguente fu ricevuto in udienza dal presidente della Repubblica Italiana Francesco Cossiga.[5] Il 17 settembre ricevette l'ordinazione episcopale, nella cattedrale di Piacenza, dall'arcivescovo Luigi Poggi, nunzio apostolico in Italia, co-consacranti i vescovi Antonio Mazza, di Piacenza, e Mario Zanchin, emerito di Fidenza. Il 13 ottobre prese possesso della diocesi per procura, mentre il 16 ottobre vi fece il suo ingresso.[3] Da tempo malato,[6] morì il 7 settembre 1997, all'età di 74 anni, sull'ambulanza che lo trasportava a Fidenza dalla casa della sorella a Caorso. Dopo le esequie, celebrate nella cattedrale di San Donnino, fu sepolto nella cripta dello stesso edificio.[3] Genealogia episcopaleLa genealogia episcopale è:
OnorificenzeNel giugno 1995 venne insignito dell'Antonino d'oro dal capitolo di canonici della basilica di Sant'Antonino di Piacenza.[7] Note
Collegamenti esterni
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