Vittorio TassiVittorio Tassi (Radicofani, 1º maggio 1903[1] – Radicofani, 17 giugno 1944) è stato un carabiniere e partigiano italiano, medaglia d'oro al valor militare alla memoria.
BiografiaTransitato nell'Arma dei Carabinieri nel 1923, dopo un'esperienza nel Corpo delle Guardie Regie, si congedò per fine ferma nel 1926. Richiamato nel 1938, prestava servizio nella stazione dei carabinieri di Chiaveretto (Arezzo). Per non aderire alla repubblica di Salò, dopo l'armistizio si diede alla macchia. Raggiunto il suo paese natale, Tassi organizzò un gruppo di partigiani e ne assunse il comando, compiendo numerose azioni contro i tedeschi, operando anche con la banda Tifone del Brigadiere Giovanni Zuddas da non confondersi con Brigadiere Zuddas, medaglia d'oro al valor militare per la Resistenza[2]. Individuato dai tedeschi, durante un massiccio rastrellamento, Tassi ordinò ai suoi partigiani di sganciarsi e rimase a Pian del Re, in Val d'Orcia, con altri cinque compagni di lotta, per ritardare l'avanzata del nemico. Catturato dai tedeschi, il carabiniere smentì che gli altri arrestati facessero parte della formazione partigiana. Fu solo parzialmente creduto e i tedeschi lo fucilarono con Renato Magi, un ragazzo di 19 anni, al quale, dopo la Liberazione, fu conferita la medaglia di bronzo alla memoria[3].[4] Riconoscimenti
Onorificenze«Comandante di una banda partigiana da lui stesso organizzata, compiva arditi colpi di mano contro l'oppressore. Arrestato assieme ad altri cinque partigiani e con essi destinato alla morte, in un supremo gesto di sublime altruismo smentiva, in qualità di capo banda, la loro appartenenza alla formazione e, dichiarandosi solo responsabile delle azioni compiute, dava eroicamente la sua vita per salvare quella dei compagni. Luminosa figura di elette virtù militari e di superba fratellanza umana spinta fino al supremo sacrificio.»
— Radicofani, 17 giugno 1944[6] Note
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