Roberto PerticiRoberto Pertici (Viareggio, 1952) è uno storico italiano. BiografiaAllievo di Giorgio Candeloro all'Università di Pisa, è stato borsista dell’Istituto italiano per gli studi storici di Napoli e della Fondazione Luigi Einaudi di Torino[1]. Dopo aver lavorato negli Archivi di Stato (1984-1992), è stato ricercatore di storia contemporanea alla Scuola Normale Superiore di Pisa (1992-2002), per poi insegnare nelle Università di Camerino e Bergamo (2002-2022) Studioso dell'Ottocento e del Novecento, ha collaborato a riviste quali "Belfagor" e "Rivista storica italiana" e curato il Carteggio Croce-Amendola (Napoli, Istituto italiano per gli studi storici, 1982), le Note autobiografiche di Giuseppe Mazzini (Milano, Biblioteca Universale Rizzoli, 1986), le Memorie e soliloqui: diario 1922-1923 di Gaetano Salvemini (Bologna, il Mulino, 2001). La storia della storiografia (ma Pertici preferisce parlare di «storia della cultura storica») è uno dei fili in cui si è dipanato il suo lavoro di ricerca. Gli altri sono il problema dei rapporti fra intellettuali e politica nell’Italia degli ultimi due secoli, su cui ha iniziato a riflettere fin dalla tesi di laurea su Giovanni Amendola nel 1977, e poi il rapporto fra la dimensione religiosa e quella politica, fra Chiesa e Stato. Più recentemente ha intrapreso una serie di ricerche sulla secolarizzazione nella cultura italiana nell'Ottocento. Dal 2019 è direttore (con Stefano Cavazza) della rivista del Mulino "Ricerche di storia politica". È membro della Deputazione toscana di storia patria. Dal 2022 è socio corrispondente dell'Accademia roveretana degli Agiati e dal 2023 dell'Accademia Toscana di Scienze e Lettere la Colombaria. Con DPCM 28 maggio 2015, è stato nominato membro della Giunta centrale per gli studi storici, rimanendo in carica fino al 19 gennaio 2024. All'indomani del suo pensionamento, colleghi, amici e allievi hanno pubblicato La storia come cultura. Studi in onore di Roberto Pertici, a cura di A. Frangioni, F. Mazzei, G. Pizzoni, Roma, Studium, 2024, pp. 746, che contiene anche Quarantacinque anni di lavoro storico. Bibliografia di Roberto Pertici (1977-2022), a cura di Federico Mazzei (pp. 685-709).[2] Opere principali
Note
Collegamenti esterni
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