Antonio ParisiAntonio Parisi (Ginosa, 23 gennaio 1960) è un giornalista e scrittore italiano. Dal 2020 è patriarca della Chiesa Ortodossa Italiana Autocefala. BiografiaSi è occupato di politica ricoprendo l'incarico di Segretario Nazionale del Fronte Monarchico Giovanile dell'UMI dal 1982 sino alla morte dell'ultimo Re d'Italia, Umberto II, avvenuta il 18 marzo 1983. Fu fondatore nel 1984 con Sergio Boschiero del movimento politico Fert[1]. Dopo la morte di Umberto II, ha collaborato, fino al 2000, con l'Arciduca Otto d'Asburgo. Insieme al giornalista e parlamentare Gustavo Selva ha ricostruito in Italia l'Unione Paneuropea. Dopo aver lavorato al quotidiano Commercio Estero, organo dell'Istituto nazionale per il commercio estero, fu chiamato nel 1992 a dirigere il mensile economico Europa Finanza. Nel 1992 ebbe anche la direzione della televisione toscana Tele 90 a cui seguì nel 1994, per 9 anni, la direzione responsabile dell'emittente nazionale Rete Mia subentrando nell'incarico a Ruggero Orlando. È autore delle trasmissioni, Italia Più ed Europa Più trasmesse sulla piattaforma Sky. Successivamente ha diretto il quotidiano a tiratura nazionale Il Meridiano[2]. Scrive ora per diverse testate settimanali italiane dove ha firmato tra le altre delle inchieste sul caso Emanuela Orlandi, di cui scoprì la BMW con cui fu presumibilmente rapita, sulla morte di Edoardo Agnelli e sulla Sacra Sindone[3][4], rinvenendo i documenti che comprovano gli appetiti di Hitler sulla reliquia di Torino. Ha condotto una approfondita indagine sulle foibe piemontesi e sugli eccidi successivi al 25 aprile 1945. Nel 2006 è stato insignito a Venezia dall'Accademia dei Sbandai dell'omonimo premio per i suoi scritti sulla Casa d'Asburgo. Per il suo libro sul caso Parolisi ha vinto l'edizione 2013 de I sapori del giallo, rassegna di letteratura poliziesca e gastronomia che si tiene ogni anno a Langhirano. Nel 2019 al Salone del Libro di Torino per il volume "Ucraina" riceve assieme a Fabrizio Bertot, il Premio Internazionale "Volterrani". Si è qualificato primo posto assoluto del Premio Letterario Internazionale Montefiore, con il libro "Gli Agnelli". Dalla fine del 2015 è portavoce della Chiesa Ortodossa italiana autocefala. In data 11 gennaio 2019, nel suo Ufficio di Vicario Generale della Chiesa, ha realizzato l'accordo di intercomunione con la Chiesa ortodossa etiope, la seconda Chiesa Ortodossa d'oriente per numero di fedeli, alla presenza del Primate Alessandro e del Metropolita per l'Europa, Abba Heryacos Legesse[5]. Il 14 settembre 2020, in seguito alla rinuncia del Patriarca Alessandro (al secolo Alessandro Meluzzi), Parisi è eletto nuovo Patriarca della Chiesa Ortodossa Italiana Autocefala col nome di Cosma. Viene intronizzato il 19 settembre 2020.[6] La Chiesa Ortodossa Italiana Autocefala, non è riconosciuta con Tomos (atto di riconoscimento patriarcale frutto di anni di trattative, come avvenuto per la Chiesa ortodossa dell'Ucraina[7]) come canonica da nessuna maggiore autorità ortodossa ed è considerata come irregolare dal Patriarcato Ecumenico di Costantinopoli e dal Patriarcato di Mosca[8]. Opere
OnorificenzeCavaliere Ufficiale dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro
Cavaliere dell'Ordine della Corona d'Italia
Cavaliere del Sacro Militare Ordine Costantiniano
Note
Altri progetti
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